Nella foto si vedono edifici alti che sembrano quasi toccarsi. In realtà, sono gli edifici che toccano i caratteristici caruggi di Genova.

Visitare i caruggi di Genova

Con i caruggi di Genova ci si riferisce agli stretti vicoli e porticati che rappresentano il centro storico della città, costituendo infatti la rete stradale del capoluogo ligure, un tempo controllata dalle famiglie mercantili genovesi.

In questo articolo vediamo quali sono i caruggi più conosciuti, che non puoi assolutamente perderti durante la permanenza a Genova.

Perchè esistono i Caruggi

Devi sapere che Genova, in tempi lontani, fu spesso attaccata dai pirati.

La costruzione dei caruggi, e dei palazzi che li collegavano, permettevano ai cittadini genovesi di costruire facilmente delle barricate per difendersi dalle razzie dei pirati.

Ancora oggi, il sistema di caruggi è rimasto pressoché invariato, e visitarli a piedi è sicuramente un modo per sentirsi parte di uno dei centri storici più ampi d’Europa che, nel corso degli anni, ha ospitato persone, culture e lingue diverse.

Caruggi di Genova
Foto di @yuli_superson da Unsplash.com

Caruggi di Genova popolari e aristocratici

I caruggi genovesi sono veramente molti e, passando da un caruggio all’altro, potreste imbattervi in quelli popolari: sono quelli che ospitano culture di ogni genere in cui voci, profumi e lingue diverse si amalgamano tra di loro, ma nei quali c’è da tenere l’occhio un po’ più attento.

Poi ci sono quelli aristocratici: sono i caruggi che si affacciano su Via Garibaldi, in cui emergono i prestigiosi Palazzi dei Rolli.

Puoi percorrere i caruggi solo a piedi o in biciclette: tanto meglio. In questo modo avrai il tempo di osservare gli alti edifici che, stretti stretti, sembrano quasi toccarsi l’uno con l’altro.

Un campanile, una scalinata, una piccola piazza. Basta girare l’angolo, et voilà: non sai mai cosa ti aspetta al prossimo sguardo.

Girovagando tra i caruggi, ti imbatterai in antiche botteghe artigiane, potrai osservare le pasticcerie, le chiese medievali con i loro profumi di incenso, loggiati gotici: in poche parole, potrai respirare la vera aria genovese.

I nomi dei caruggi di Genova

Girando per i caruggi, ti accorgerai della stranezza dei loro nomi: ti imbatterai in Via degli orefici, Vicolo chiuso della Rana, Vico Cicala, Vico dell’Olio, Piazza di pellicceria, Vico Macellari e Salita Pollaiuoli.

Nomi buffi, vero?

In realtà, i loro nomi sono ispirati ai lavori che venivano praticati in quella determinata zona della città ligure.

Cosa vedere a Genova in un giorno a piedi
Foto di @mayfrog da Unsplash.com

Via del Campo

Tra i caruggi più conosciuti c’è senza alcun’ombra di dubbio Via del Campo.

Via del Campo è la strada di cui parla e canta il cantautore genovese Fabrizio De André nell’omonima canzone.

È qui che di fronte ad una piccola piazzetta, si apre il caruggio, allargando la veduta sul museo Via del Campo 29 rosso, conosciuto come la “casa dei cantautori genovesi“.

Qui vive il ricordo e la musica di vari artisti genovesi, tra cui proprio Fabrizio De André: nello stesso locale in cui oggi risiede il museo, una volta, era presente il negozio di strumenti musicali Musica Gianni Tassio, all’epoca frequentato dal De André.

Uscendo dal museo dai un’occhiata all’angolo sinistro dell’edificio che ti troverai di fronte.

Noterai una rappresentazione su pietra del volto di De André. Una delle frasi più celebri del cantautore accompagna l’opera:

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…..”

Le leggende dei caruggi genovesi

Sai che intorno ai caruggi esistono delle interessanti leggende? Eccone due!

Il fantasma del nobile scellerato

Si narra che in Piazza Vacchero si aggiri il fantasma di Giulio Cesare Vacchero, un nobile condannato a morte per aver complottato contro la Repubblica di Genova.

Si dice che i discendenti del nobile costruirono una fontana per nascondere la vergogna della colonna infame eretta in memoria di Vacchero: su di essa, di notte, c’è chi dice che si può assistere ad orribili visioni illuminate dai raggi lunari.

La leggenda del melograno

Questa leggenda narra di un seme di melograno che, quattrocento anni fa, si posò e crebbe sul balcone del primo piano del Palazzo del Melograno, fino a diventare un maestoso albero che fiorisce tutt’oggi.

La leggenda del melograno vuole che Genova crescerà finché l’albero fiorirà. Al contrario, se l’albero morirà, anche la Superba subirà lo stesso destino.

Visitare Genova in un giorno

Genova è bella a piedi, ed un luogo magnifico in cui passare l’estate.

Passo dopo passo, avrai modo di osservare da vicino la città, chi la vive e chi la visita: una bella passeggiata, un giro tra le piazze storiche, uno splendido panorama a Spianata Castelletto.

Le cose da fare e da vedere a Genova sono davvero tante, ma se hai poco tempo ti consigliamo di leggere il nostro articolo su come visitare Genova in un giorno a piedi.

Altri
articoli

porto antico

Porto Antico, dove il mare incontra la città

Cosa c’è di tanto speciale nel Porto Antico di Genova? Scopriamolo insieme, partendo da una novità che per una settimana lo renderà ancora più protagonista: Dinner in the Sky.

spostarsi a genova

Come spostarsi a Genova non usando l’auto

Il nostro consiglio per spostarsi a Genova, e visitare appieno i suoi meravigliosi scorci con l’esteso centro storico è certamente quello di farlo a piedi. In alternativa, la città è servita da ogni tipo di trasporto pubblico.

amaro camatti

Amaro Camatti, il liquore genovese migliore al mondo

Miglior liquore alle erbe d’Italia, numero uno tra gli amari italiani e a livello mondiale. Ha vinto numerosi riconoscimenti l’Amaro Camatti, specialità ligure nominata come miglior amaro del mondo dal World Liqueur Awards, tra le competizioni più importanti del settore degli spirits a livello mondiale.

rolli

Rolli Days 2024: “Genova giardino d’Europa”

Dopo l’edizione autunnale, tornano a Genova, dal 17 al 19 maggio, i Rolli Days, giornate nelle quali sarà possibile ammirare, gratuitamente, in tutto il loro splendore, i sontuosi palazzi in stile Rinascimentale e Barocco divenuti patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 2006.