mura di genova - porta soprana

Una passeggiata sulle mura di Genova

Chi osserva la città dal mare non può non cogliere, sulle alture che sovrastano Genova, numerosi Forti che sono ancora ben conservati. Sono ciò che rimane dell’ultima cinta muraria che ha difeso la città per almeno dieci secoli. Sono infatti ben sette gli anelli di mura che dall’epoca romana a quella moderna sono stati eretti seguendo la crescita e lo sviluppo del centro urbano e, malgrado quello più visibile sia quello costruito sui monti, tracce di antiche mura sono disseminate lungo tutta la città.

Le mura in epoca romana

La nascita della città di Genova è databile tra il VII ed il V secolo a.C. e in quell’epoca esisteva un piccolo centro fortificato alla sommità della collina chiamata oggi di Castello. Subita la distruzione da parte di Magone, fratello di Annibale, durante le guerre puniche, Roma (Genova era configurata come foedus aequum nella politica internazionale romana) ne decide la ricostruzione dotandola anche di solide mura. Purtroppo, la scarsità degli scritti arrivati ci impediscono di conoscere la loro grandezza e ubicazione, anche se si possono rinvenire dei resti nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Castello e nei pressi del colle di Sarzano.

Le mura carolingie

Fino all’800 non si hanno notizie storiche di fortificazioni a difesa della città, anche se è molto probabile che ci fossero, vista la sua importante posizione strategica. Finanziata, almeno in parte, dai sovrani carolingi, da cui prende il nome, la seconda cinta venne edificata in un periodo che va dall’848 all’889 e ricalca grosso modo il vecchio tracciato delle mura romane nella parte superiore, mentre verso il mare si snodava lungo le attuali via San Lorenzo e Piazza Banchi.

Le mura del Barbarossa

Superati i “secoli bui” del primo Medioevo, Genova appariva una città in forte crescita economica, con commerci floridi e un aumento del proprio potere politico grazie alla partecipazione alle Crociate. Questo si traduceva anche in un allargamento considerevole della propria espansione urbana.

Nel 1155 Genova dovette però fronteggiare la minaccia dell’Imperatore Federico Barbarossa che scese in Italia determinato a ridurre all’obbedienza i Comuni che si arrogavano l’indipendenza dal potere imperiale. Lasciava una scia di morte e distruzione alla quale non scamparono città come Milano e Tortona, non distanti da Genova. ​

Il governo della repubblica decise quindi di costruire una nuova cerchia di mura ad abbracciare una città decisamente cresciuta. Rallentando quando la minaccia imperiale sembrò non costituire un pericolo, ma poi accelerando quando invece l’attacco decisivo sembrò imminente, il nuovo bastione difensivo venne eretto con il contributo tutta la popolazione, compresi donne e bambini, in uno sforzo eccezionale che permise di terminarlo in soli 53 giorni.

Le porte diventarono cinque: Porta Soprana (chiamata così appunto perché nella parte superiore delle mura), Porta di Santa Fede o Porta Sottana (o attualmente Porta dei Vacca), Porta Aurea (che si apriva sulla media Val Bisagno), Porta di Sant’Agnese (a nord, nei pressi di Corso Carbonara) e Porta di San Germano (che conduceva all’Acquasola).

La sesta cinta di mura

Dopo aver attraversato guerre e pestilenze, agli albori dell’epoca moderna Genova non aveva più necessità di adeguare le mura al tessuto urbano ma di adeguarle alle nuove tecnologie di guerra. La facilità con la quale il re di Francia Luigi XII nel 1507 piegò la città sotto l’avanzata del suo esercito, fece prendere la decisione, subito dopo la liberazione dal giogo francese, di aggiornare l’apparato difensivo murario.

Si optò per sostituire le vecchie mura in pietra con un bastione fortificato, cioè un muro rinforzato da un terrapieno, resistente quindi alla nascente artiglieria. Degli interventi cinquecenteschi fa parte, inoltre, la costruzione della monumentale Porta del Molo o Siberia posizionata nel tratto di mura che proteggeva il molo vecchio, l’attuale Porto Antico.

Le mura nuove

Tra il 1626 ed il 1639 fu realizzata l’ultima e più grandiosa cinta muraria, le Mura Nuove.

Si estendevano per una lunghezza di quasi venti chilometri; partivano dalla Lanterna, seguivano i crinali dei monti attorno alla città e la cingevano interamente. I forti preesistenti vennero così collegati dalle mura e cintati con i nuovi bastioni.

Purtroppo, malgrado l’enormità dell’opera, questa si rivelò insufficiente a proteggere efficacemente la città. Nel 1684 re Luigi XIV portò la flotta francese a ridosso del porto e per due giorni, tra il 18 e il 19 maggio operò un pesantissimo bombardamento dopo il quale la città apparve completamente distrutta e tristemente consapevole che le mura, per quanto lunghe e spesse, non potevano molto contro attacchi di armi da fuoco di lunga gittata.

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