basilica di santa maria delle vigne

Santa Maria delle Vigne: il cuore antico di Genova

La Basilica di Santa Maria delle Vigne è stata edificata nel cuore del centro storico di Genova, tra i suoi vicoli stretti e gli antichi palazzi nobiliari.

Dovete sapere che questa non è una chiesa qualunque, è una delle più antiche di Genova e, pensate un po’, è considerata il santuario mariano più antico della città, chiamata persino “Prima Aedes Januae Deiparae dicata”.

Le origini della Basilica di Santa Maria delle Vigne

Le sue origini sono davvero lontane. Si pensa che qui ci fosse una cappella dedicata alla Vergine già nel lontanissimo VI secolo, forse dopo un’apparizione della Madonna legata alla famiglia Grillo. Il posto, ai tempi, era fuori dalle vecchie mura della città, vicino al torrente Soziglia e dove c’era la cattedrale di San Siro. Il nome “Delle Vigne” viene proprio da lì, perché si trovava in una zona fuori dalle mura piena di vigneti.

Qualche anno prima dell’anno Mille, precisamente intorno al 980, fu costruita una chiesa nuova sul sito di quella vecchia cappella. Furono due persone importanti a promuoverla: Oberto Visconti e Guido di Carmandino. Lo sappiamo perché c’è una lapide sul muro che lo racconta. Le prime notizie “ufficiali” di questa nuova chiesa risalgono però al 1083.

Fin da subito, in questa chiesa, si formò una collegiata, una specie di comunità di canonici, che esisteva già da tempo nel 1061. Poi, nel 1222, il Papa Onorio III stabilì che i canonici dovevano essere 12. Ancora oggi, il capo di questo gruppo di canonici ha un titolo importante. Al prevosto del Capitolo delle Vigne è attribuito infatti il titolo di Prelato d’onore di Sua Santità.

Nel corso del XII secolo, la città di Genova si allargò, e il borgo sorto intorno alla chiesa di Santa Maria delle Vigne fu finalmente incluso dentro le nuove mura. La chiesa fu consacrata nel 1117 e nel 1147, poco prima che le “mura del Barbarossa” la inglobassero definitivamente in città, divenne chiesa parrocchiale. Quest’area diventò presto un quartiere commerciale molto vivace, vicino al porto. È proprio in questo periodo, intorno alla metà del XII secolo, che fu costruito il maestoso campanile, che, è l’unica parte dell’antica chiesa romanica rimasta praticamente intatta.

Poi, la chiesa di Santa Maria delle Vigne iniziò a cambiare faccia, ed fu rimaneggiata più volte a partire dal Duecento.

Le prime grandi modifiche significative, però, arrivarono dal 1585. La famiglia Grillo, che teneva molto a questa chiesa, decise di ampliare la zona dell’altare maggiore, estendendola verso dove c’era il cimitero. Allargarono anche le due absidi laterali per far posto alle cappelle che vedete oggi vicino all’altare principale. Questi lavori furono finanziati da Agapito Grillo e seguiti dall’architetto Gaspare della Corte. La Cappella del Crocifisso, per esempio, ha un rivestimento in marmo del 1587.

Passa circa mezzo secolo, e a metà del Seicento, un cardinale di nome Stefano Durazzo vide che la chiesa non era messa benissimo e decise di far fare altri lavori. E qui, la chiesa di Santa Maria delle Vigne si trasformò completamente, diventando quella che vediamo oggi per gran parte, in stile barocco.

Il progetto fu affidato a Daniele Casella, un architetto e scultore dalla zona del Canton Ticino.

Lui aprì grandi finestre, rifece le navate sostituendo le vecchie colonne e costruì la cupola. Le famiglie nobili e le corporazioni (le associazioni di mestieri, come gli Orefici e i Corrieri) rinnovarono e abbellirono le cappelle e gli altari laterali con un sacco di dipinti e sculture. Gli affreschi nelle volte, invece, furono aggiunti più tardi, tra il Settecento e l’Ottocento.

Tra il 1841 e il 1848, fu costruita la facciata principale che può essere ammirata dalla piazza delle Vigne. È fatta di marmo, in uno stile che si chiama tardo neoclassico, ed è considerata l’opera più importante dell’architetto Ippolito Cremona. Dopo quella facciata, la chiesa di Santa Maria delle Vigne non ha più subito grandi cambiamenti.

Infine, una cosa importante: nel 1983, Papa Giovanni Paolo II le ha dato il titolo di Basilica minore.

All’esterno della Basilica di Santa Maria delle Vigne

Come abbiamo già visto, la facciata della Basilica di Santa Maria delle Vigne che dà sulla piazza è quella neoclassica dell’Ottocento. Sul lato destro della chiesa, c’è un portale più antico, del Quattrocento, con delle statue sopra. Nella lunetta, quella nicchia curva sopra la porta, c’è un bell’affresco della Madonna con il Bambino e San Giovannino, opera di Domenico Piola della fine del Seicento.

Camminando sul fianco sinistro, sotto l’arco dove passa il campanile, trovate qualcosa di molto particolare: una tomba a muro del 1304.

È il sepolcro di Anselmo d’Incisa, che era medico di papi e re. Per farla, usarono un vecchio sarcofago romano del II secolo con delle sculture antiche. L’originale di questo sarcofago è al Museo Diocesano, e quello che vedete lì è una copia. C’è anche una curiosità su questa tomba: dentro sono stati trovati diversi corpi, non solo quello di Anselmo, e non si sa perché. Inoltre, la data incisa sulla tomba non sembra coincidere con altre prove che dicono fosse vivo qualche anno dopo.

Parliamo del campanile della Basilica di Santa Maria delle Vigne, visto che è l’unica parte romanica rimasta intatta. È imponente. È in stile romanico-gotico e si trova proprio a cavallo di una stradina. Ha una base quadrata e finisce con una punta ottagonale. Fu costruito intorno alla metà del XII secolo ed è alto ben 56 metri fino alla punta. La base è aperta, così la gente e i veicoli possono passarci sotto. Un dettaglio curioso è che proprio il vicolo passa dentro la base della torre.

Infine, c’è il chiostro.

Fu costruito nella prima metà dell’XI secolo. È su due piani attorno a un cortile quadrato. Ci si può accedere dalla strada, quella che passa sotto il campanile, oppure anche direttamente dalla chiesa tramite un passaggio sopraelevato che attraversa la base del campanile. Nonostante qualche modifica, il chiostro ha mantenuto il suo stile romanico ligure antico, con colonne grosse e tozze in pietra nera e capitelli cubici.

Sul lato verso la strada, ci sono anche degli archi a tutto sesto nei muri che forse erano tombe antiche. Oggi, gli spazi intorno al chiostro sono usati per conferenze, attività parrocchiali, e alcune abitazioni sono ancora usate dai canonici.

Mettiamo piede dentro la Basilica di Santa Maria delle Vigne!

Dovete sapere che l’interno della Basilica di Santa Maria delle Vigne che vedete oggi è molto diverso da come era in origine, ai tempi del romanico.

Se prima era più semplice, con un tetto in legno e le navate separate da tante colonnine, dopo i grandi lavori a partire dal Seicento, si è trasformata in un trionfo del Barocco genovese. Sono state alzate le navate laterali, creata la grande volta a botte nella navata centrale (nascondendo il vecchio tetto in legno che però è ancora lì sopra!), sono state aperte finestre enormi e aggiunto la cupola. L’idea è diventata quella di un’unica grande sala luminosa, con meno colonne ma più imponenti.

Guardando in alto, vedrete un sacco di affreschi nelle volte. Quello sopra l’altare maggiore, la Gloria di Maria, è più antico, del 1612, ed è di Lazzaro Tavarone. Gli altri, sono stati completati più tardi, tra il Settecento e l’Ottocento, con vari artisti.

L’altare maggiore che domina il presbiterio è un bel lavoro del 1730 di Giacomo Antonio Ponsonelli.

Sulla parete interna sopra l’ingresso principale, c’è un grande dipinto del Cenacolo. Subito lì vicino, si trova il fonte battesimale con sculture del Battesimo di Gesù.

Lungo le pareti delle navate laterali, ci sono ben dieci altari, cinque per lato, super decorati e ricchi di opere d’arte. Questi altari sono legati a famiglie nobili genovesi (come i De Fornari e i Casoni), alla comunità greca e alle vecchie corporazioni di mestieri medievali, come gli Orefici e i Corrieri. Troverete lavori di un sacco di artisti importanti che hanno lavorato a Genova, come Domenico Piola, il Maragliano, i Parodi, Gregorio De Ferrari, e tanti altri. Ad esempio, l’altare degli Orefici ha un dipinto di Bernardo Castello, e nella navata sinistra c’è un gruppo ligneo della Crocifissione attribuito alla bottega del Maragliano.

Una cosa speciale e molto sentita è l’immagine della “Madonna della Vita” (detta anche del Latte o della Colonna). È un dipinto antico del XIV secolo e si trova su una colonna di marmo verde che forse è l’unica parte dell’antica chiesa romanica rimasta lì dentro. È molto venerata, soprattutto dalle mamme, e vedrete attaccati intorno un sacco di bavaglini e nastri lasciati come ringraziamento per gravidanze e nascite.

Infine, c’è un grande organo che è stato installato nel 1916 dalla ditta Tamburini e contiene anche parti di un organo più vecchio del 1830. È uno strumento importante con circa 4000 canne ed è stato restaurato di recente. La Basilica di Santa Maria delle Vigne è legata anche a personaggi noti. Papa Pio VII la visitò nel 1815, e Papa Benedetto XV fu battezzato proprio qui nel 1854. È anche il luogo dove è sepolto il musicista Alessandro Stradella.

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