La chiesa di San Pietro in Banchi

San Pietro in Banchi: compromesso tra sacro e profano

La Chiesa di San Pietro in Banchi è uno degli edifici religiosi più affascinanti e caratteristici della nostra città. È situata nel cuore del centro storico, precisamente in Piazza Banchi, vicino al Porto Antico. La sua posizione strategica riflette il legame tra il commercio e la religiosità che caratterizzava la società genovese del Rinascimento.

Origini della Chiesa di San Pietro in Banchi

Piazza Banchi, a due passi dalle antiche banchine del porto (oggi Porto Antico), da Piazza Caricamento e da Palazzo S. Giorgio, è stata per lunghissimo tempo la piazza principale di Genova, un importante centro d’affari animato dal continuo e intenso via vai di gente proveniente da tutto il mondo: armatori, agenzie marittime, noleggiatori, naviganti, uomini d’affari, artigiani, commercianti, banchieri, lobbisti e sensali, ma se andiamo indietro nel tempo fu popolata anche da pellegrini e crociati in viaggio per la Terrasanta.

Anticamente il mare lambiva la strada e li esisteva una chiesa chiamata San Pietro della Porta, perché posta accanto ad una delle porte della cinta muraria carolingia. Era stata eretta sui ruderi di un antico tempio pagano, anche se un’antica tradizione, confermata da Jacopo da Varagine, vuole che i primi evangelisti dei Liguri, Nazario e Celso, proprio in questo luogo abbiano predicato il Vangelo.

La piazza deve il suo nome all’attività dei cambiavalute che operavano sui “banchi” o casse di legno. La parola “bancarotta” deriva infatti dal fallimento del cambiavalute e, quindi, dalla consuetudine di rompere il suo banco.

Alla fine del 1300, in città, le lotte tra la fazione Guelfa e quella Ghibellina raggiunsero il suo apice e a farne le spese fu anche la Chiesa di San Pietro della Porta che fu devastata da un incendio doloso, unitamente alla attigua piazza.

La Chiesa “moderna” di San Pietro in Banchi

Il progetto per la costruzione della chiesa, previsto nel quadro della sistemazione di piazza Banchi, prese avvio nel 1572 e fu stabilito di orientare la chiesa nella direzione sud-nord in modo che la facciata principale dell’edificio prospettasse sulla piazza e non a lato mare come la precedente.

La sua costruzione fu commissionata dal Senato della Repubblica.

La chiesa di san Pietro in Banchi è infatti uno dei tre edifici religiosi (gli altri sono la cattedrale di San Lorenzo e San Bernardo) fatti costruire in città dal governo della Repubblica di Genova.

La Chiesa diventò famosa e molto particolare nel suo genere per il raggiungimento di uno scopo meno devozionale e più economico.

La ricostruzione della chiesa di San Pietro in Banchi fu dovuta a un’inconsueta forma di finanziamento che era più un investimento. Fu realizzata, infatti, con lo scopo di vendere o affittare le botteghe che si trovavano, e si trovano tutt’oggi, sotto la chiesa. Un’idea innovativa che riflette lo spirito imprenditoriale genovese.

Ma esiste anche una versione più spirituale…

Mentre lentamente inizia la costruzione delle fondamenta, nel 1579 a Genova si scatena la peste, che in tre anni causa la morte di 28.250 persone. Intanto che infuria il morbo, tre padri cappuccini del convento di Santa Barnaba, dopo aver passato una notte in penitenza e preghiera, hanno una visione della Immacolata Concezione, che comunica loro che avrebbe fatto cessare la peste qualora il Senato avesse innalzato un pubblico voto di onorarla in perpetuo con solenne processione l’8 dicembre, e con l’erezione di un tempio: tale visione fu descritta al Senato.

Tutto ciò ebbe la capacità di accelerare la costruzione della Chiesa di San Pietro in Banchi che fu portata a termine nel 1585 da Andrea Ceresola, detto “Vannone” e da Giovanni Ponzello, successore di Bernardino Cantone come architetto camerale.

Il 25 febbraio 1682 sulla scalinata della chiesa fu assassinato, probabilmente per motivi passionali, il musicista Alessandro Stradella, pugnalato da due sicari, inviati forse da un nobile veneziano o dal nobile genovese Giovan Battista Lomellini, anche se il mandante dell’omicidio non venne mai individuato.

Il 15 novembre 1942, durante la Seconda guerra mondiale, un bombardamento aereo provocò ampi squarci nella facciata e nella volta e distrusse i due piccoli campanili sopra la facciata. La ricostruzione fu avviata nell’immediato dopoguerra, ripristinando l’aspetto precedente sulla base di fotografie e stampe che raffiguravano l’edificio.

Attualmente la Chiesa di san Pietro in Banchi è raramente utilizzata per il culto ma nei locali adiacenti alla chiesa è attivo dal 1984 il “Centro Banchi”, che si definisce “una porta aperta per il dialogo e la ricerca”, nato da un’iniziativa di don Marco Granara e di un gruppo di volontarie e volontari laici che in quell’anno ottennero dall’arcivescovo Giuseppe Siri la gestione dell’edificio per un suo recupero ad attività ecclesiali, culturali e interreligiose aperte alla cittadinanza.

Nel 2014 sull’esperienza del Centro è nata un’esperienza di vita comunitaria a tempo per giovani. Il Centro animato dalla comunità giovani dà vita negli anni ad ospitalità, eventi, incontri, reti territoriali e iniziative sociopolitiche, artistiche, spirituali di vario genere. I volontari, oltre a tenere aperta la chiesa alle visite di turisti e cittadini, sono impegnati nell’ascolto di persone in difficoltà per metterle in contatto con le associazioni e gli operatori più adeguati alle loro necessità.

Dove alloggiare

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