La cattedrale di San Lorenzo: storia e curiosità

La cattedrale di San Lorenzo è la chiesa più importante della città. Sede Arcivescovile, si trova in piazza San Lorenzo, nei pressi del Palazzo Ducale.

Nonostante non sia stata la prima sede vescovile (l’arcivescovo e poeta Jacopo da Varagine indica infatti l’attuale chiesa di San Siro come la prima cattedrale cittadina) acquisì nel corso dei secoli una crescente importanza, anche in virtù della sua collocazione centrale nel contesto urbano medioevale, e, in una città allora povera di grandi piazze, rappresentò il luogo perfetto per grandi adunanze civili e religiose.

La storia della cattedrale di San Lorenzo

Le prime notizie certe che attestano l’esistenza della Cattedrale di San Lorenzo risalgono all’878, anno in cui il vescovo Sabatino predispose la traslazione delle reliquie di San Romolo. È però molto probabile che esistesse una prima basilica edificata tra il VI e VII secolo. Narra la legenda che in quel luogo passarono, e vennero ospitati in una casa sita nelle vicinanze, San Lorenzo e Papa Sisto II. Dopo il loro martirio sarebbe quindi sorta una capella dedicata al santo.

Papa Gelasio I la consacra a cattedrale nel 1118, e prende avvio la sua ricostruzione in forma di chiesa romanica, con fondi provenienti da tasse comunali e da imprese militari come le Crociate. Dal 1133 la chiesa ottiene il rango arcivescovile.

A causa di un rovinoso incendio nel 1296, la cattedrale di San Lorenzo venne restaurata, e in alcune parti ricostruita, questa volta in stile gotico.

Viene completata la facciata a righe bianche e nere (rivestire le chiese o i palazzi con quei colori e quel disegno ornamentale era il segno distintivo della aristocrazia genovese), si affresca la controfacciata e vengono rifatti i colonnati interni, con nuovi capitelli e con l’aggiunta dei falsi matronei, preservando il più possibile le strutture romaniche ancora in buono stato.

Nel 1400 vennero progettate le due torri campanarie, ma la torre di sinistra non venne mai più completata: fu realizzato solo il tronco più basso, al quale venne sovrapposta una loggia. Agli inizi del 1500 venne invece ultimato il campanile di destra.

A metà Cinquecento, in seguito all’esplosione del deposito delle polveri che si trovava accanto al Palazzo Vescovile, venne dato incarico all’architetto perugino Galeazzo Alessi di riprogettare l’intera cattedrale di San Lorenzo, ma si riuscì però a far ricostruire solo la copertura delle navate, il pavimento, la cupola e la zona absidale.

Per vedere finalmente conclusa l’opera del duomo occorrerà attendere il Seicento, con il tripudio di intarsi e stucchi dorati dell’abside di gusto barocco ad opera di maestri pittori e scultori della controriforma come Giovanni Battista Castello, Luca Cambiaso, Federico Barocci e degli affreschi tardo manieristi delle “Storie di San Lorenzo” di Lazzaro Tavarone.

Un ultimo restauro di fine Ottocento ha valorizzato le parti medievali che caratterizzano l’aspetto attuale della Cattedrale.

Alcune curiosità e leggende sulla cattedrale di San Lorenzo

Una visita alla cattedrale di San Lorenzo ci mette a contatto con secoli di storia di Genova: dagli albori della potenza marinara, all’impegno nelle Crociate, passando per le lotte e faide per assicurarsi il potere nella città, fino alla Seconda guerra mondiale.

Come reliquia, dopo la vittoriosa conquista di Gerusalemme, venne portato a Genova da Guglielmo Embriaco e custodito all’interno della cattedrale di San Lorenzo, il Sacro Catino, ossia il piatto che si dicesse essere stato usato da Gesù nell’ultima cena, ritenuto per secoli il Santo Graal. Il misterioso piatto di smeraldo ha avuto poi una storia molto travagliata fino a quando venne definitivamente restituito a Genova dalla Francia ma rotto in dieci pezzi, di cui uno mancante che non è mai stato ritrovato.

Sempre lo stesso condottiero genovese portò in patria le ceneri di San Giovanni Battista, di ritorno dalla conquista di Cesarea, dopo averle sottratte ad un convento greco nei pressi di Myra, nell’attuale Turchia. Consegnate all’arrivo ai prelati di San Giovanni di Prè (la futura Commenda), vennero immediatamente trasferite in cattedrale e conservate all’interno di una preziosa cassa detta del “Barbarossa” dal nome dell’imperatore alemanno che nel 1178 ne aveva fatto dono alla città.

Nella cripta del tesoro di San Lorenzo viene anche conservato il piatto in calcedonio che avrebbe accolto la testa di San Giovanni Battista, donato da Papa Innocenzo VIII.

Molto più recente, è invece la bomba conservata nella navata destra della cattedrale. E’ la copia fedelissima di un ordigno, sparato durante un bombardamento navale dalla flotta inglese nel 1941, che sfondato il tetto della cattedrale miracolosamente non esplose. A ricordo dell’avvenimento fu posta una lapide che recita “Questa bomba lanciata dalla flotta inglese pur sfondando le pareti di questa insigne cattedrale qui cadeva inesplosa il IX Febbraio MCMXLI. A riconoscenza perenne Genova, città di Maria, volle incisa in pietra, la memoria di tanta Grazia.”

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