casa di cristoforo colombo

La casa di Cristoforo Colombo

È forse il figlio più illustre di Genova; Cristoforo Colombo fu il primo navigatore ad intraprendere la rotta atlantica, che portò le potenze europee alla scoperta e alla colonizzazione delle Americhe. La data del 12 ottobre 1492, nella quale arrivò in una delle isole dell’arcipelago delle moderne Bahamas, da lui battezzata San Salvador, segna convenzionalmente l’inizio dell’Era Moderna.

Cristoforo Colombo Ammiraglio del Mar Oceano

Cristoforo Colombo fu il primogenito di quattro figli di Domenico Colombo e Susanna Fontanarossa, che esercitavano il mestiere di lanaioli e quindi erano i proprietari di una piccola azienda tessile. Nacque a Genova nel 1451 e la famiglia Colombo alcuni anni dopo andò a vivere in Vico Diritto di Ponticello, a due passi da Porta Soprana, nel cuore del centro storico. Li vissero sicuramente fino al 1470 quando si traferirono a Savona.

Il giovane Cristoforo Colombo non frequentò la scuola ma intraprese da giovanissimo la carriera navale appassionandosi di geografia e cartografia.

Basandosi sulle mappe, sui racconti dei marinai e sui reperti (canne, legni e altro) trovati al largo delle coste delle isole del “Mare Oceano” (antico nome dell’Oceano Atlantico), Cristoforo Colombo si convinse che, al di là delle Azzorre, dovesse incontrare, con una rotta di circumnavigazione della Terra, il Catai e il Cipango descritti da Marco Polo.

Si fece finanziare l’impresa, con una certa fatica, dalla regina Isabella di Castiglia e salpò da Palos nell’agosto del 1492. Fu un vero e proprio viaggio verso l’ignoto, e solo grazie alla tenacia dell’ammiraglio genovese (ci fu un tentativo di ammutinamento da parte dell’equipaggio che, dopo oltre un mese di navigazione, voleva tornare in Spagna) nel voler proseguire, alle due di notte del venerdì 12 ottobre 1492 Rodrigo de Triana, vedetta della Pinta, avvistò le coste di un’isola appartenente a quella che sarebbe stata battezzata America.

Cristoforo Colombo fece una seconda spedizione l’anno successivo, questa volta con 17 navi e 1500 persone, e ancora nel 1498 e nel 1502.

Dopo un processo, dal quale fu scagionato, intraprese un quinto viaggio verso le Indie ma, dopo un naufragio, fece rientro in Spagna segnato dalla malattia. Morì a Valladolid il 20 maggio 1506.

La casa di Cristoforo Colombo

Quella che vediamo attualmente, a ridosso delle Mura del Barbarossa e della Porta Soprana, è una ricostruzione fedele della casa dove abitò il navigatore genovese tra il 1455 e il 1470. L’edificio ha subito una serie di mutamenti dalla costruzione originale medioevale. La casa fu infatti colpita e distrutta, come altre nella stessa zona, dal bombardamento della flotta navale dal re francese Luigi XIV nel 1684. Mentre la casa che ospitò la famiglia Colombo nella metà del ‘400 aveva due o tre piani (con il primo piano che fungeva da bottega), nella ricostruzione settecentesca i piani vennero portati a cinque.

Successivamente riportata alla grandezza originaria, fu acquistata nel 1887 dal comune di Genova, che vi fece apporre una lapide che recita “Nessuna casa è più degna di considerazione di questa in cui Cristoforo Colombo trascorse, tra le mura paterne, la prima gioventù”.

Se visiterete la casa di Cristoforo Colombo vi consigliamo di farlo non aspettandovi tanto dagli ambienti ricostruiti o dai pochi oggetti d’epoca che li troverete, quanto come tributo ad un grande uomo, cercando di percepire il fascino della sua presenza e del grande avvenire che lo attendeva.

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