Pandolce Genovese

Pandolce Genovese: dal ‘500 il nostro dolce natalizio

Non se ne abbiano a male gli amici milanesi, ma il Pandolce Genovese, dolce tipico di Genova e della Liguria del periodo natalizio, ha una origine molto più antica.

La storia del Pandolce Genovese

Nato probabilmente in Egitto o nell’antica Persia, dove era tradizione che al sovrano venisse proposto il primo giorno dell’anno un grande pane dolce a base di canditi, miele e mele da dividere fra i suoi commensali, grazie ai rapporti commerciali con la nascente repubblica genovese diede ispirazione ai suoi pasticceri.

Secondo una leggenda, fu un doge, o Andrea Doria ammiraglio della Repubblica di Genova, nel ‘500, a bandire un concorso tra i maestri pasticceri di Genova. La gara era quella di creare un dolce nutriente, che potesse essere conservato a lungo e per questo adatto ai viaggi per mare ma anche rappresentativo della ricchezza di Genova. Si potrebbe sorridere a questa affermazione, ma bisogna pensare che, ad esclusione di Venezia o di Bisanzio (l’odierna Istanbul), non erano molte le città in Europa sulle cui tavole si potevano gustare canditi, uvetta e frutta secca.

Da quel concorso in poi, il Pandolce Genovese fece la sua comparsa nelle tavole delle famiglie genovesi.

Pandolce Genovese

Tradizione nel servire il Pandolce Genovese

Tradizionalmente il Pandolce Genovese veniva servito a tavola, privato del sovrastante e beneaugurante ramoscello di alloro, dal più giovane della famiglia. Quest’ultimo lo offriva per il taglio al capofamiglia che ne offriva una fetta per l’assaggio a chi lo aveva cucinato (che nella maggior parte delle volte era la madre). Prima che il Pandolce venisse poi tagliato per gli altri commensali, venivano conservate due fette: la prima per il primo povero che avrebbe suonato alla porta ed un’altra per il giorno di San Biagio (3 febbraio), protettore della gola.

Il Pandolce Genovese nel mondo

Il Pandolce genovese, a seconda del Paese in cui è consumato, ha assunto altri nomi: dal “Pan do bambin” sanremese, al “Londra cake” o “Genoa cake” britannici, fino al “Selkirk Bannock”, una versione scozzese molto apprezzata dalla Regina Vittoria. Si tratta quest’ultima di una varietà spugnosa e burrosa di torta di frutta, a base di farina di grano e contenente una grande quantità di uva passa. Quando la regina Vittoria visitò Sir Walter Scott, a Abbotsford in Scozia, si dice che abbia preso il suo tè con una fetta di Selkirk Bannock. Oggi i Bannocks Selkirk sono popolari in tutta la Gran Bretagna.

Ingredienti e preparazione del Pandolce Genovese

Tradizionalmente di forma circolare, si distingue per due formati: quello alto e quello basso. Storicamente la prima versione è la alta, lievitata naturalmente e con tempi di preparazione più lunghi. La versione bassa è invece più moderna, creata con l’introduzione di lieviti chimici e molto più veloce nell’essere preparata.

Gli ingredienti di cui è composto sono: farina, burro, anice, lievito, uva sultanina, zibibbo, zucca candita, cedro candito, pinoli, acqua di bergamotto e semi di finocchio.

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Se invece hai in programma una visita a Genova durante le festività natalizie, non dimenticare di gustare questo ottimo e tipico dolce.

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