monumento ai mille

Il monumento ai Mille

La spedizione dei Mille fu uno degli episodi più importanti del Risorgimento Italiano. Un migliaio di volontari italiani, capeggiati da Giuseppe Garibaldi, partirono nella notte tra il 5 e il 6 maggio da Quarto, un comune nei pressi di Genova, nel tentativo di appoggiare i rivoltosi in Sicilia che si opponevano al regime borbonico.

I Mille sbarcarono a Marsala dopo alcuni giorni di navigazione e da li iniziarono una campagna militare che li condusse fino alle porte dello Stato Pontificio e permise di annettere il Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna.

Giuseppe Garibaldi, che comandava la spedizione dei Mille, era nato a Nizza da genitori liguri: il padre era di Chiavari e la madre di Loano. Ma liguri erano anche tanti altri componenti della spedizione, a cominciare dal Luogotenente dell’Eroe dei due Mondi, Nino Bixio.

Creazione del monumento ai Mille

Già nel 1882, poco dopo la morte di Garibaldi, si pensò di erigere un monumento che ricordasse la spedizione dei Mille, là dove aveva avuto inizio. Venne aperta una sottoscrizione nazionale, che vide coinvolti quasi tutti i comuni italiani. Fu però solo nel 1909, dopo aver raccolto la somma di 100000 Lire con incluso un finanziamento nazionale, che venne indetto un concorso per assegnarne la realizzazione. L’intento era di celebrare tutti i partecipanti alla spedizione e non solo il suo comandante.

Furono consegnati più di sessanta bozzetti, uno dei quali ad opera di uno dei componenti dei Mille, Battista Tassara, e fu scelto quello dello scultore Eugenio Baroni. Egli si ispirò ai primi versi dell’Inno di Garibaldi di Mercantini: “Si scopron le tombe, si levano i morti…”.

Gli eroi garibaldini, infatti, sono rappresentati in gruppo compatto di uomini nudi, capeggiati da Garibaldi, colto nell’atto di scrutare l’orizzonte del mare, mentre su di loro è sospesa una figura femminile raffigurante la Vittoria, che disegna idealmente con le braccia una corona sulla testa del condottiero.

Inaugurazione del monumento ai Mille

L’inaugurazione del monumento fu fissata per il 5 maggio 1915 e accompagnata da festeggiamenti che prevedevano bande musicali e cortei in vari quartieri cittadini, la stampa di manifesti e cartoline celebrative e l’inaugurazione all’ultimo piano di Palazzo Bianco di un museo dedicato al Risorgimento.

L’orazione ufficiale fu tenuta da Gabriele D’Annunzio. Rientrato per l’occasione in Italia dopo cinque anni di “esilio” in Francia, ne fece un proclama interventista che suscitò entusiastiche manifestazioni non solo a Genova. Il 24 maggio l’Italia entrerà in guerra.

Il monumento fu restaurato nel 2010 in occasione delle commemorazioni per i 150 anni della dell’Unità d’Italia. Il piazzale intorno ad esso è stato trasformato in area pedonale ed è stato realizzato un nuovo memoriale, situato su una terrazza verso il mare sul lato sud del piazzale, costituito da una lastra in acciaio lunga trenta metri che riporta i nomi di tutti i 1089 partecipanti alla spedizione dei Mille.

Una curiosità…

Negli anni chissà quante persone saranno passate davanti al monumento dei Mille senza soffermarsi a guardarlo attentamente, anche perché quello che noi vediamo dalla strada è il retro della scultura. Se invece lo guardassimo dal davanti potremmo scoprire che a modello per Giuseppe Garibaldi fu preso Bartolomeo Pagano, nato a Sant’Ilario, gigantesco camallo del porto di Genova, e interprete dell’eroe Maciste in quello che è considerato il più grande colossal e il più famoso film italiano del cinema muto: Cabiria.

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