Cimitero Monumentale di Staglieno

Il Cimitero Monumentale di Staglieno

Lo avevamo già individuato come uno dei posti più insoliti da visitare a Genova e avevamo anche raccontato la storia di una delle statue più celebri, quella di Caterina Campodonico, la venditrice di noccioline.

Ci piaceva comunque esporvi più approfonditamente la sua storia, le sue bellezze artistiche e i personaggi famosi che riposano nelle sue tombe.

La storia del Cimitero Monumentale di Staglieno

Edificato nel quartiere genovese di Staglieno, lungo la val Bisagno, nacque da una idea dell’architetto Carlo Barabino (noto per la realizzazione del Teatro Carlo Felice e del Palazzo dell’Accademia, oltre a numerosi splendidi edifici neoclassici in città), il cui progetto venne approvato dal comune di Genova nel 1835. Purtroppo, Carlo Barabino morì lo stesso anno a seguito di una epidemia di colerà che colpì il capoluogo ligure, e la realizzazione del Cimitero Monumentale di Staglieno passò al suo collaboratore e allievo Giovanni Battista Resasco.

All’ingresso centrale del Cimitero si innalza la statua della Fede, alta nove metri, opera dello scultore Santo Varni. Proseguendo oltre, al culmine di un’imponente scalinata, si staglia il Pantheon (copia del Pantheon di Roma) con il suo bellissimo pronao di colonne in stile dorico, fiancheggiato da due statue marmoree rappresentanti i profeti biblici Giobbe e Geremia.

Circondano questi bellissimi monumenti, dei porticati in stile neoclassico che sono delle vere e proprie gallerie di monumenti. La collina retrostante, invece, la zona dei Boschetti e della Valletta Pontasso, ammantata da una sempre più fitta vegetazione ospita cappelle e monumenti disseminati e seminascosti nel verde. Si univano quindi la concezione di un cimitero neoclassico mediterraneo a quello naturalistico dell’area nordeuropea e anglosassone.

Fu il particolare contesto storico, nel quale si trovava la città di Genova, a influenzare il modo di costruire il Cimitero Monumentale di Staglieno, con le famiglie della ricca borghesia cittadina che desideravano tramandare nei secoli, non solo il ricordo del proprio lavoro e della loro intraprendenza, ma anche e soprattutto la propria morale. La scultura riuscì a soddisfare questo bisogno.

Scultori e opere

Angelo di Monteverde

Tra gli scultori che hanno dato vita alle opere presenti nel cimitero monumentale di Staglieno ci sono, oltre al già citato Santo Varni, autore della statua della Fede, il suo allievo Lorenzo Orengo, che scolpì la statua di Caterina Campodonico, la famosa venditrice di noccioline.

Sono poi da segnalare Augusto Rivalta (autore della tomba Piaggio), Eugenio Baroni (autore di numerose tombe di famiglia), Luigi Rovelli (che costruì la Cappella Raggio, nota anche come Duomo di Milano per la somiglianza con la cattedrale meneghina), Michele Sansebastiano (cui si devono il cippo Tagliaferro, il cippo Romanengo-Bussa e la Tomba Barbieri), Edoardo Alfieri e Norberto Montecucco.

Merita sicuramente una menzione Giulio Monteverde, autore del celebre Angelo di Monteverde, che decora la tomba monumentale della famiglia Oneto.

Personaggi famosi sepolti nel Cimitero Monumentale di Staglieno

Sono numerose le personalità storiche genovesi e non che sono sepolte nel Cimitero Monumentale di Staglieno. Citiamo, tra i tanti, Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Gilberto Govi, Emanuele Luzzati, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti, Fabrizio De Andrè, Constance Mary Lloyd Wilde.

Visitare il Cimiero Monumentale di Staglieno

È possibile visitare il Cimitero Monumentale di Staglieno in maniera autonoma e gratuita oppure seguendo delle visite guidate a tema promosse dal Comune di Genova. Trovate qui l’elenco delle prossime e il loro costo.

Dove alloggiare

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