Ma se ghe pensu...Genova dal mare

Ma se ghe pensu…

C’è una canzone degli inizi del secolo scorso che è stata assunta ormai non solo come simbolo della musica dialettale genovese, ma anche come rappresentazione proprio della città di Genova e di tutto quanto la riguardi.

Creata dalla penna e dal cuore di Mario Cappello, con il contributo di Attilio Margutti, “Ma se ghe pensu” racconta di un emigrato genovese in Argentina che, partito povero, fa lì una discreta fortuna e, quando ormai anziano, fa ritorno alla sua sognata città.

Genova dal mare

Quando ricorda Genova, il nostro protagonista, lo fa pensando alle luci della città alla sera, ma anche e soprattutto ai monti (ricorda con nostalgia il monte Righi, che sovrasta la città) ed al mare “Ma se ghe pensu alôa mi veddo o mâ, véddo i mæ mónti e a ciàssa da Nonçiâ, rivéddo o Righi e me s’astrenze o cheu, véddo a Lanterna…”.

E sì, perché chi ha la fortuna di arrivare a Genova in nave come turisti, ma anche come marinai e pescatori, nota subito che Genova è una lunga ma sottile città, posizionata e stretta fra monti e mare.

Tra caruggi e creuze

Questa non è solo la conformazione del capoluogo, ma è tipica della maggior parte dei borghi marini della Liguria, con la necessità di sfruttare al massimo il poco spazio disponibile tra il mare e le soprastanti colline: una lunga striscia di case, una affiancata all’altra e collegate tra loro da dei sottili “caruggi”, ovvero delle strette stradine che attraversano i paesi e le città della Liguria. Altrettanto suggestive sono le “creuze”, le salite più o meno ripide, in mattonato o in ciottoli, che portano dal mare alle colline.

Anche qui è forte il richiamo alla musica, quella di un famoso cantautore genovese, Fabrizio De Andrè, con la celeberrima “Creuza de Ma”, poesia diventata canzone che racconta, interamente in lingua ligure, di mare e di viaggi, con le striature create dal vento che diventano delle strade (creuze) nel mare; di passioni ma anche di sofferenze.

La cucina

Se invece volessimo sperimentare in cucina questo nostro contrasto tra mari e monti, potremmo notare come ai piatti di pesce dei paesi sul mare, come i tipici “frisceu” di bianchetti (la frittura di bianchetti), il “cappon magro” (piatto di pesce e di verdure dove “magro” sta a significare che è tradizionalmente riservato ai giorni di Quaresima) e il polpo con le patate, si contrappongono quelli dei paesi sulle colline, come la “cima” (tasca di vitello farcita con uova, formaggio, cervello e vitello a straccetti che viene cotta nel brodo), i pansotti (ravioli ripiena di verdure, uova, formaggio e erbe aromatiche liguri e parmigiano) la torta pasqualina (torta salata di bietole o spinaci con ricotta ed uova sode).

Questo dualismo ci dà la possibilità, in pochissimi chilometri, di poter passare dalla città, alla montagna e al mare, con i loro colori, luci e panorami diversi. La vacanza a Genova è quindi la meta ideale per chi non si accontenta di vedere solo una splendida città d’arte, ma vuole anche gustarsi uno dei mari più belli d’Italia e luoghi incantevoli arroccati su colline e monti.

Dove alloggiare

Distante poco meno di un chilometro dal centro città e a un centinaio di metri dalla stazione ferroviaria di Brignole, Urban Flora è il luogo perfetto per poterti godere pienamente quando abbiamo descritto.

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