guglielmo embriaco e il sacro catino

Guglielmo Embriaco: un eroe genovese alle Crociate

Passeggiando per il centro storico di Genova, nel quartiere di Castello, uno dei più antichi della città, ci imbattiamo in una torre, una delle poche torri rimaste in città: la Torre Embriaci. Il suo nome la lega indissolubilmente a Guglielmo Embriaco, eroe delle crociate, mercante, architetto (diventeranno celebri le sue macchine d’assedio) e politico nella Compagna Communis, il comune di Genova, e nella nascente repubblica genovese.

Guglielmo Embriaco impavido guerriero

Nato nella seconda metà del XI secolo, apparteneva ad una famiglia nobile genovese, gli Spinola. Venne soprannominato con il nome di Embriaco (in italiano Ubriaco) probabilmente a causa della sua passione per il vino.

Le prime notizie che abbiamo di lui lo vedono protagonista nel 1097 della conquista di San Simeone, l’antica Seleucia, porto di Antiochia. Gli equipaggi genovesi occuperanno il porto per circa un anno fino a quando lo scalo non sarà incorporato da Boemondo di Taranto nel principato di Antiochia.

Guglielmo Embriaco e la conquista di Gerusalemme

Il capolavoro di strategia di Guglielmo Embriaco è quello che porta alla conquista di Gerusalemme.

Siamo nel 1099 e i crociati sono in crisi: da tempo tengono sotto assedio Gerusalemme ma la città, in mano musulmana, resiste. Goffredo di Buglione, il condottiero principe degli eserciti cristiani, chiama a raccolta tutti gli uomini più valorosi del mondo occidentale e da Genova salpano alla volta di Giaffa, nella Terra Santa, due galee, la l’Embriaga e la Grifona, con circa 200 genovesi fra marinai, soldati e balestrieri comandati da Guglielmo e da suo fratello Primo di Castello.

In quella città gli arriva la notizia che una grossa flotta egiziana sta facendo vela verso lo stesso luogo. Dopo aver valutato che la sproporzione tra le due flotte non gli avrebbe permesso sicuramente la vittoria, decide di far smontare le sue navi fino all’ossatura e di trasportare con delle carovane il materiale recuperato, legno e cordame in particolare, a Gerusalemme.

Ha una felice intuizione: con il legname e le corde inizia la costruzione di una macchina d’assedio che viene poi ricoperta di pece e poi di cuoio in modo che possa resistere al fuoco nemico. Ottenuta l’approvazione di Goffredo di Buglione, lancia quella infernale torre all’assalto delle mura di Gerusalemme.

Guglielmo Embriaco “Testa di Maglio”

Mentre i temuti balestrieri genovesi, vero corpo di elite dell’epoca, bersagliano gli assediati, Guglielmo guida l’attacco decisivo. Gli assediati si difendono con l’astuzia: con una trave tentano di spingere indietro la torre d’assedio, ma Guglielmo taglia le funi che la reggono. Cadendo diviene un ponte sul quale il prode genovese e i suoi compagni passeranno fino a giungere alle mura e alla porta della città.

Gerusalemme è conquistata e l’Embiaco, soprannominato per quelle gesta “Testa di Maglio”, consegna le chiavi della città a Baldovino di Fiandra primo re cristiano del Regno latino, che, per il valore dimostrato, fa incidere a lettere d’oro nell’architrave della Basilica del Santo Sepolcro “Praepotens Genuensium Praesidium” (“Grazie allo strapotere dei genovesi”).

Oltre alla gloria imperitura, Guglielmo porta in patria numerosi tesori tra cui, il Sacro Catino, a quell’epoca e per secoli ritenuto il Santo Graal e le ceneri del Battista, entrambi conservati nella Cattedrale di San Lorenzo, a Genova.

Nel 1102 Guglielmo Embriaco viene nominato console della città di Genova, ma da quel momento se ne perdono le tracce.

Torre Embriaci

Torre Embriaci

All’inizio del 1100 Genova si presentava come una roccaforte turrita munita di sessantasei poderosi torrioni. Ogni famiglia aveva la propria, utilizzata principalmente per scopi difensivi ma anche offensivi, durante i frequenti episodi di conflitto tra le diverse famiglie.

Nel 1196 il podestà Drudo Marcellino emanò un provvedimento per “capitozzare” le torri, cioè limitarne l’altezza ad 80 palmi, circa 20 metri, nell’illusorio tentativo di porre un freno alle continue lotte intestine.

Solo una torre fu risparmiata: Torre Embriaci. Non venne toccata per rendere omaggio alle imprese di “Testa di maglio” e ancora oggi campeggia in alto a proteggere, simbolicamente, la città.

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