fabrizio de andre in concerto

Genova attraverso i luoghi di Fabrizio De André

Genova è una città che negli ultimi anni ha ispirato delle fiction a tinte gialle e noir che hanno avuto come location privilegiata gli stretti e bui caruggi o le gru e i containers del porto.

Ma prima di queste fortunate serie, la città, con le sue contraddizioni nel suo essere malinconica e schiva ma anche aperta alle culture e vivace, è stato il soggetto primo delle poesie in musica di Fabrizio De Andrè.

Partiamo quindi in un viaggio per Genova accompagnati dalla sua vita e dalla sua musica.

Infanzia e giovinezza

Il 12 febbraio del 1940 nasce Fabrizio Cristiano De André in una casa in via Nicolay 12, nel quartiere di ponente di Pegli. In questa casa, segnalata anche da una targa commemorativa fatta affiggere dal comune di Genova, Fabrizio non soggiornerà tanto: dovrà spostarsi in campagna per sfuggire ai bombardamenti che la flotta alleata riserverà alla città.

La famiglia De André rientra a Genova nell’immediato dopoguerra e va a vivere in via Trieste 8, nel quartiere di Albaro. Questa fu il luogo della sua infanzia e adolescenza, passata tra la scuola elementare di via Diaz (ora tristemente famosa per i fatti del Q8) e via Piave, dove si riuniva con i propri amici.

Il successivo trasloco sarà nel 1960, nei pressi di via Trento, nella splendida Villa Saluzzo Bombrini (anche detta “Villa del Paradiso”), che il padre Giuseppe, professore e, allora, vicesindaco di Genova, affittò per tutta la famiglia.

Villa del Paradiso

Gli esordi musicali

Fabrizio De André ebbe già da adolescente una passione per la musica che lo portò a quindici anni ad esibirsi nel teatro Carlo Felice, in una serata di beneficenza, e poi in club privati e teatri, come il Duse e il Genovese.

Il suo vero esordio come cantautore solista lo fa alla Borsa di Arlecchino, una sala ospitata nel Palazzo della Borsa, in piazza De Ferrari.

La passione prende sempre più corpo anche grazie alla frequentazione degli amici Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, Ivano Fossati, principali esponenti di quella che venne poi chiamata Scuola Genovese, con i quali, unitamente all’amico di infanzia Paolo Villaggio, si incontrava spesso presso il bar latteria “Igea” (poi Roby Bar e ora Mini Mixing Bar), all’angolo tra via Cecchi e via Casaregis.

Il quartiere della Foce era, all’epoca, una zona di frontiera. Fuori dalle mura e dallo spartiacque del Bisagno si poteva incontrare di tutto: contrabbandieri, prostitute. Saranno questi i protagonisti della maturità artistica di Fabrizio De André.

Fabrizio De Andrè cantore degli emarginati

Ci spostiamo, in questa tappa, al Centro Storico. Già teatro delle scorribande con l’amico Paolo Villaggio, lo ritroviamo in celebri canzoni come “Via del Campo”, e “Crêuza de mä” dove le voci che si sentono all’inizio della canzone sono quelle di due pescivendoli di Piazza Cavour, sede all’epoca del mercato del pesce.

In via del Campo si trovava il negozio di dischi di Gianni Tassio, grande amico di Fabrizio De André, il quale frequentava fin da giovane il negozio. Chiuso nel 2010, oggi al suo posto c’è il museo Via del Campo 29rosso, dove possiamo ripercorre la storia delle opere di Fabrizio De Andrè.

Lontano dal rumore cittadino, nel quartiere di Nervi, alla fine della passeggiata dedicata ad Anita Garibaldi, risalendo una piccola crosa, via Bonanno, si arriva alla vecchia stazione di S.Ilario, celebre perché citata da Fabrizio nella canzone “Bocca di Rosa”: “..….la chiamavano Bocca di Rosa metteva l’amore sopra a ogni cosa. Appena scesa alla stazione del paesino di Sant’Ilario tutti s’accorsero con uno sguardo che non si trattava d’un missionario…”.

Ultima tappa del nostro itinerario è la Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano, dove il 13 Gennaio venne celebrato il funerale di Fabrizio De Andrè.

La chiesa è una delle più note opere genovesi di Galeazzo Alessi e uno dei maggiori esempi di architettura rinascimentale della città. Le sculture di Pierre Puget e Filippo Parodi contenute al suo interno sono fra i più alti capolavori del barocco genovese.

Dove alloggiare

Distante poco meno di un chilometro dal centro città e a un centinaio di metri dalla stazione ferroviaria di Brignole, Urban Flora è il luogo perfetto per poterti godere pienamente una visita alla nostra splendida città.

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