Boccadasse con le barche all'imbrunire

Boccadasse: una passeggiata nell’antico borgo marinaro

Il borgo di Boccadasse è uno dei più suggestivi scorci di Genova: un piccolo centro dall’atmosfera incantata, tra viuzze strette e case colorate affacciate sul mare. Lo troviamo a soli quattro chilometri dal centro città al termine del lungomare che parte da Piazza Rossetti e continua su Corso Italia.

Boccadasse è da qualche mese raggiungibile anche con una pista ciclabile che parte da Piazza De Ferrari.

Corso Italia è da sempre il ritrovo per la classica passeggiata domenicale dei genovesi; ricca di locali e di stabilimenti balneari ma anche di eleganti condomini e palazzine art déco, tra cui la villa Canali-Gaslini, opera dell’architetto Gino Coppedè, e palazzi razionalisti progettati da Luigi Carlo Daneri, oltre alla Chiesa di San Pietro, al forte e all’abbazia di San Giuliano.

Origine del nome di Boccadasse

Diverse sono le ipotesi circa l’origine del nome di Boccadasse, ma non ci sono fonti certe in proposito. Secondo quella più accreditata, il nome del borgo deriverebbe dalla forma della piccola baia: Boccadasse significherebbe “bocca d’asino” (bocca d’âze nel dialetto genovese).

Altre possibili origini del nome fanno riferimento al torrente “Asse” che un tempo scorreva dove attualmente si trova via Boccadasse e, dopo aver alimentato i lavatoi (treuggi in genovese) e la fontana, sfociava in mare al centro del borgo, o ancora, dal nome di un antico proprietario, Guglielmo Boccadassino.

Il nome di Boccadasse secondo alcuni avrebbe dato origine a quello del quartiere di Buenos Aires, la Boca, abitato da emigrati genovesi. Anche in questo caso non ci sono riscontri certi a questa credenza.

Boccadasse tra storia e leggende

Secondo la leggenda Boccadasse fu fondata nel 1000 d.C. da pescatori spagnoli che, a causa di una violenta tempesta sul mare, trovarono rifugio in questa piccola insenatura rocciosa. Il capitano del gruppo si chiamava De Oderos e forse per questo il cognome Dodaro è così diffuso in zona.

Molto probabilmente però la storia vera è meno fantasiosa. Abitata da pescatori, marinai e piccoli commercianti, potrebbe essere nata grazie al fatto che è una delle poche insenature protette dal mare nella zona.

Malgrado poi, negli anni, l’espansione edilizia della città abbia cambiato i dintorni, Boccadasse è rimasta molto simile a come doveva apparire duecento anni fa. C’è stato però un momento nel quale Boccadasse ha rischiato di sparire. Agli inizi del XX secolo, infatti, solo le proteste degli abitanti riuscì nell’intento di preservare questo luogo incantevole, facendo cambiare idea agli amministratori cittadini sulla sua demolizione per far spazio ad un ampliamento di Corso Italia.

Cosa vedere a Boccadasse

Oltre alla spiaggia e al piccolo borghetto di case dai colori pastello, Boccadasse merita una visita per altre attrattive. Una di queste è sicuramente la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, una delle poche chiese intitolate al Santo a Genova, realizzata nella metà del Seicento, dove sono conservati numerosi ex voto legati a drammi della gente di mare.

Sul retro della chiesa si trova una piazzetta panoramica intitolata al poeta Edoardo Firpo, dalla quale si può godere il panorama del sottostante borgo marinaro. Il poeta immortalò l’atmosfera che si poteva godere in questo splendido borgo in una sua poesia, intitolata Boccadâze.

Superata la piazzetta (piazza Nettuno) che si apre sulla piccola baia, è possibile risalire con una tipica “creuza” fino in cima al capo di Santa Chiara, dominato dal Castello Türke, costruito nel 1903 dall’architetto Gino Coppedè, da dove è possibile ammirare un panorama unico sulle coste ligure che può spaziare persino sino al monte di Portofino.

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